Io voto NO

Domenica e Lunedì 20-21 settembre 2020, saremo chiamati a votare per decidere se approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo: “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

Ecco le mie ragioni per votare NO al Referendum:

1) IL RISPARMIO CHE NON C’È

Cavallo di battaglia dei sostenitori del sì è il (sedicente) risparmio derivato dal taglio di 345 parlamentari (230 Deputati e 115 Senatori) a conti fatti non è proprio così: l’Osservatorio sui conti pubblici ha concluso che si tratta dell’equivalente di un caffè (0.95 centesimi) all’anno per ognuno di noi 60 milioni.
Il risparmio netto è quasi la metà di quello annunciato dai sostenitori del sì.

2) IL PARLAMENTO ITALIANO HA PIÙ MEMBRI DEL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI…FALSO!

Prima di tutto bisogna chiarire: l’Italia è una Repubblica Parlamentare, gli Stati Uniti sono una Repubblica federale composta da 50 Stati (ognuno con un proprio Congresso statale).
Nella tabella che segue è riassunto il numero totale degli eletti di: Italia, Stati Uniti e Germania, come si può ben vedere i numeri reali sono diversi da quanto detto dai sostenitori del sì. Un altro aspetto molto importante, ma spesso trascurato, è la dotazione di spesa (personale, uffici, segreteria ecc..): Cinque senatori federali USA hanno a disposizione lo stesso budget di tutti i senatori italiani.

3) ULTIMI IN EUROPA PER RAPPRESENTATIVITÀ

Qualora dovesse passare il sì al referendum, il taglio di 230 deputati porterà ad avere un deputato ogni 151mila elettori. Diventeremmo il Paese con la peggiore rappresentatività tra i 27 paesi dell’EU.

4) TERRITORI RAPPRESENTATI IN MODO DISOMOGENEO

Il taglio dei parlamentari porterà ad una distribuzione degli eletti maggiormente diseguale: il Trentino Alto Adige avrà un senatore ogni 171mila abitanti, il Piemonte uno ogni 328mila.

5) TERRITORI RAPPRESENTATI IN MODO DISOMOGENEO…ANCHE ALL’ESTERO

Nella circoscrizione estero: il deputato eletto nella circoscrizione più piccola (Africa, Asia, Oceania) sarà tre volte più rappresentativo di quello eletto nella circoscrizione più grande (Europa) .